In ricordo di Margherita Hack

La nona edizione di Notturni di versi si è aperta sabato 29 giugno con una sentita commemorazione di Margherita Hack. L’evento ha visto la partecipazione di don Pierluigi Di Piazza, che ha presentato il libro “Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete”, scritto a quattro mani con la scienziata.

Il lascito di Margherita Hack all’astrofisica italiana e internazionale è incalcolabile. Il suo nome, in Italia, è praticamente sinonimo di “astrofisica”. Con quasi quattrocento pubblicazioni (sempre molto citate, anche a decenni di distanza) ha contribuito a dare forma alla moderna fisica stellare; i suoi contributi alla classificazione delle stelle sulla base dei loro spettri (l’emissione luminosa a diverse frequenze) e allo studio dei sistemi di stelle binarie sono tutt’ora un punto di riferimento per gli esperti del settore. Ma non meno importante è stato il suo sforzo di far conoscere al grande pubblico il valore e la bellezza delle scoperte astrofisiche. Come fondatrice e prima direttrice del Dipartimento di Astronomia dell’Università di Trieste è stata guida e ispiratrice di moltissimi ricercatori, che oggi la ricordano con commozione.

 

Quello che Margherita Hack ci lascia è soprattutto un metodo, valido nella scienza come nella vita – la necessità di tendere senza compromessi alla verità, al di là delle convenzioni sociali, dei condizionamenti culturali e dell’autorità costituita. È a questa ricerca inesausta che Margherita ha dedicato la sua vita, senza venir mai meno all’impegno del rispetto e dell’onestà intellettuale. Perdiamo con lei un grande maestro e una grande donna.

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