Reading nel chiostro

Suggestivo reading nel chiostro dell’Istituto Marconi, che coinvolgerà i poeti che con i loro versi hanno ispirato le opere esposte in Libri di versi 13.

Ad accompagnare la lettura, le percussioni di Ermes Ghiradini, ha suonato con musicisti italiani e stranieri fra cui Paolo Tofani, Gianluigi Trovesi, Tony Oxley, Gianni Basso e ha realizzato innumerevoli incisioni discografiche in diversi ambiti, conduce una intensa attività didattica.

Immagine di Elisa Magarotto.

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Data

sabato 10 Luglio 2021
Expired!

Ora

21:00 - 22:30

Luogo

Chiostro della Fondazione Portogruaro Campus
Via Seminario, 34, 30026 Portogruaro VE

Speakers

  • Ermes Ghirardini
    Ermes Ghirardini
    Musicista

    Studi: ’78 Conservatorio B. Marcello Venezia
’80 C.I.M. (Centre de Informations Musicales) Parigi
    Conservatorio Municipale di Bagnolet Parigi
    In Italia studia con Enrico Lucchini e Alfredo Golino
’85-’90Seminari Siena Jazz(Bruno Biriaco Roberto Gatto Enrico Rava)
    Seminari: Ravenna (Elvin Jones Peter Erskine Han Bennik Trilok GurtuTonyOxley)
    Ha suonato a: Praga – Festival di Vienne (Francia), Belgrado (Serbia), Karlovy Vary (Rep. Ceca), All Frontiers (Trieste), Schermo Sonoro (Pordenone), Alpenton Festival (Svizzera), Strasbourg (Francia), Ah-umJazz Festival (Milano), RadioTreSuite (Roma), il Volo del Jazz (Sacile), Mittelfest (Cividale), UdineJazz (Udine), Matera (Jazziamoci), Vienna (Austria), Clusone Festival Jazz (Bg), Shangai, Pechino, Nanchino (Cina), Rotterdam (Olanda).
    Discografia: Tarahumara-Bruno Romani/Claudo Cojaniz (TunnelRecords), Masut- Maier Ghirardini Pacorig De Mattia + G.Troves (Nota), The Silent Dharma – M. De Mattia (Splash), Gang Of One – B. Romani (Splash), Phophonix Orchestra – P. Orchestra/Inshad – G. Maieret (Palomar), Schiele – M. De Mattia (Splash), Palestina Dreamin’ – Taximi (Arte Suono), Dispari – R.Anzovino (ResorgiveRecords), Strepitzn°0, Suns Naturai, I Vangeli Apocrifi – Strepitz (Nota), Il Cercli Crevat – Renzo Stefanutti (Nota), Stemane Ulive Loris Vescovo Cercis Quartet (Nota), City Loops – De Mattia Ghirardini Maier (Palomar), Necal – Bande Zingare (Nota), Sunadis D’Avost – Musiche di Cunfin (Nota), Schiume – Quartetto Ghirardini (Extraurbania), Funambolique – Arzestula – Funambolique, ”Action Painting” White Cloth – Ubuntu (Funambolique), Serena più che mai (Serena Finatti), “Facile” (Paola Rossato).
    Ha suonato con: G. Trovesi – Flavio Boltro – G. Schiaffini – Tony Oxley – Saverio Tasca – C. Aktis Dat – Gianni Basso – Sergio Fanni – G. Maier – M. De Mattia – U. T. Ghandi -Didier Loubere – Jeff Terrier – Hervè Czak – A. Allione – S. Gut – D. Dagaro – Amy Denio – Francesco Bearzatti – Glauco Venier – Herb Heller – Rick Stone – Pierre Favre – Corey Christiansen.
    ProgettiOriginali: Uncommon People – Musica per 7 Musicisti e 1 Coro (Hic et Nunc 2001), Schiume – Quartetto Ghirardini -
Poemas par une Tiare Maludide (lettura in musica), “Canto per le donne resistenti” (Performance teatrale), “Memorie d’ Acqua” – Compagnia di Danza Contemporanea AreAreA.
    Attività Didattica: Filarmonica Maniago(PN), Amici della Musica (Villalta Ud), C.C.G. Verdi (Fontanafredda Pn), Scuola delle Arti Danza e Musica (Cussignacco Ud).

  • Guido Cupani
    Guido Cupani
    Poeta

    Quarantatreenne, mancino, papà, astrofisico, poeta.
    Lavora per l’Osservatorio astronomico di Trieste. Ha scritto “Le felicità” (Samuele 2011), “Qualcosa di semplice sulla neve” (Culturaglobale 2013) e “Meno universo ”(Dot.com 2018). È tradotto in inglese da Patrick Williamson (“Sonata for Gaza”, Routledge 2018), sloveno e rumeno. Collabora con il Porto dei Benandanti di Portogruaro e con la rivista online Perígeion.
    Ha in cantiere una raccolta di haiku e un romanzo. Cura il blog guidoq.wordpress.com.

  • Piero Simon Ostan
    Piero Simon Ostan
    Poeta, presentatore

    Piero Simon Ostan è nato nel 1979 a Portogruaro, dove vive. Ha pubblicato Il salto del salvavita, Campanotto, 2006. Nel 2011 pubblica Pieghevole per pendolare precario per Le Voci della Luna con prefazione di Gian Mario Villalta, sempre nel 2011 vince il premio Cetonaverde, e nel 2013 il Premio Antonio Delfini. Nel marzo 2015 è uscita la plaquette È così anche il nostro stare qui per le Edizioni Culturaglobale di Gorizia. Le sue poesie sono state pubblicate in varie antologie e riviste tra cui Atelier, Incroci, Nemla Italian Studies, L’Italia a pezzi, Quadernario 2015 (LietoColle) a cura di Maurizio Cucchi e nel Bisestile di poesia 2016 (Edb Edizioni). Fa parte dell’Associazione Culturale Porto dei Benandanti di Portogruaro con la quale organizza il festival di poesia Notturni Diversi e il Premio Teglio Poesia. A marzo 2019 è uscito Il verde che viene ad aprile per Qudulibri.

  • Stefano Pillon
    Stefano Pillon
    Presentatore

    Nato a Mirano nel 1962, Stefano Pillon vive a Conegliano. Si avvicina allo studio dell’arte contemporanea in seguito all’incontro con Giuseppe Mazzariol, con cui si laurea – a Venezia – nel 1989.
    Alterna l’esperienza divulgativa e didattica – insegna Storia dell’arte presso il Liceo Artistico “Bruno Munari “ di Vittorio Veneto – con l’attività di critico d’arte: ha collaborato con riviste del settore (Juliet) e con gallerie sperimentali (Sintesi, Treviso, Biblo, Conegliano), effettuando interventi critici e curatoriali nell’ambito di vari eventi espositivi (Nekyia, Conegliano 1993; De scritti – I libri oggetto del vedere, Vittorio Veneto 1994; Portici inattuali, Sitran 1998, Che i fili non si perdano al vento, incontri e mostre di Fiber Art, Vittorio Veneto 2004, 2005, 2006, 2010.
    Dal 1995, accanto all’azione didattica e critica, ma ad essa intimamente connessa, Pillon coltiva una sua più segreta ricerca creativa i cui esiti comincia ad esporre pubblicamente dal 2008 – Strati, Mestre, Torre dell’orologio -; partecipa ad operazioni installative e performative, nel solco della Fiber Art, operando (Vuota il sacco, Le5venice gallery, Venezia, 2012; Mirabilia – raccolta differenziata, Lago Film Fest, Lago 2012, Like a dripping scheep, La via della lana, Follina, 2014).
    In sintonia con la sua formazione di storico e di critico, nonché di insegnante d’arte, Stefano Pillon concepisce l’esperienza creativa in senso squisitamente intellettuale. Non dipinge, assembla su supporti lignei di recupero immagini tratte dal mondo dell’arte associandole ad oggetti e a cifre in una costellazione simbolica – tra iconologia ed alchimia – che ne riveli un nucleo semantico latente, archetipico.
    “Non sono quadri i miei quadri – sostiene Pillon -, sono luoghi di allestimenti rituali, mise en scène di letture occulte per un gioco di seduzione e di complicità con l’osservatore”.