«Dos gardenias par BB»

«La mia poesia è il patchwork che crea nuove dimensioni magiche dall’ateismo del mio pensiero refrattario e agnostico, anarchico. La mia poesia grida con Artaud, Bukowski, Pelo: “l’amour al è un cjan ch’al rive dal un ar!” Linguaggio senza letteratura, canto orale, rito improvvisato nomade, fra il friulano scelto al di là di ogni identità e gli altri linguaggi che lo compongono, suoni, colore, forme…»

bb

Sabato sera, 15 luglio, ricorderemo Raffaele BB Lazzara, poeta friulano e planetario, assieme ai suoi amici Trastolons: Stefano MorattoLussia di UanisPauli CantaruttiVera PutelliFabian RizGuido CarraraMaurizio Mattiuzza, Loris VescovoRomano Todesco, Rive No Tocje ed Ermes “Momi” Ghirardini.

A un anno dalla sua morte, il patchwork cui BB si riferiva si fa sempre più chiaro, più nitido nella sua composizione, nelle sue geometrie improbabili ma in qualche modo cercate. Quella che ha cucito assieme, negli anni, è una coperta che ricopre persone e luoghi e che riscalda con la delicatezza e la rabbia dei suoi colori, della sua musica, delle sue forme. Il suo patchwork è un percorso che parte dalla poesia scritta per giungere, aggiungendole, ad altre forme espressive.

Appuntamento in Piazzetta Pescheria alle ore 21.00. Evento organizzato in collaborazione con Radio Onde Furlane.

In volo sulla nâf spaziâl… da domenica sera!

La Nâf Spaziâl

Chîsta
‘e n’éis ‘na conta
pai nins,
éis ‘na storia vera,
da matz.
Al disivuot d’avost
da l’otantedoi,
apena iessût da l’ospedal
ma soi serât in cjamera,
ài metût doi armaróns
e un comodìn
denant la puarta.
Po’ me soi metût sul liet
coma un astronauta.
De four de la puarta
i me clamava duç:
“Iés! Iés!”.
“No, no! ‘E soi ch’e sgôrle
in ta la nâf spaziâl,
no stei desturbâme,
vô ‘e séi de un antre mont”.
E i passava li ores…
Intant jo incrosave
steles e galassies
e ucei strambus.
Al speciu al faseva da oblò
e al sofit da firmament.
E de four,
mitant preocupatz:
“Iés! Iés!
Ah, diu, al é mat!”
Jo ‘e continuave a sgorlâ,
incjamò doi mil ans-lûs
e sarés rivât sul sorele.
Li ombrenes sui murs
e i rumours de li machines
i faseva al sussûre dal motour
de la nâf spaziâl.
E ‘i son passâtz doi dîs…
“Iés! Iés!
No màngestu?
Ah, diu, al é mat!
Paràn jù la puarta!”
Ma la puarta a resisteva.
E jo, in alt,
pì in alt!
E de four dut un rumour:
“Iés! Iés!
Ce fàistu uvì?
Dai mo, su, nin!
Ah, diu, al é mat!”
“Lassâme stâ!
‘E soi su la nâf spaziâl.
‘E scjampe,
e al mont lu jôt lontan
e i omi pici pici… ”
E ‘i son passâtz tre dîs…
‘I àn sfuarcjât la puarta,
‘i àn parât jù i armarons
e al comodin.
Jo ju spetâve, platât
sot al liet.

“AH, DIU!
‘I SON RIVÂTZ
I UMANS!”

La nave spaziale

Questa
non è una fiaba
per bambini,
è una storia vera,
da matti.
Il diciotto agosto
dell’ottantadue,
appena uscito dall’ospedale
mi sono chiuso in camera,
ho messo due armadi
ed un comodino
davanti alla porta.
Poi mi sono disteso sul letto,
come un astronauta.
Fuori dalla porta
mi chiamavano tutti:
“Esci! Esci!”.
“No, no! Sono in volo
nella nave spaziale,
non disturbatemi,
voi siete di un altro mondo”.
E passavano le ore…
Intanto incrociavo
stelle e galassie
ed uccelli strani.
Lo specchio faceva da oblò
ed il soffitto da firmamento.
E da fuori,
molto preoccupati:
“Esci! Esci!
Oh, Dio, è matto!”
Io continuavo a volare,
ancora duemila anni-luce
e sarei arrivato sul sole.
Le ombre sui muri
ed i rumori delle macchine
facevano il rumore del motore
della nave spaziale.
E son passati due giorni…
“Esci! Esci!
Non mangi?
Oh, Dio, è matto!
Buttiamo giù la porta!”
Ma la porta resisteva.
Ed io in alto,
più in alto!
E fuori tutto un rumore:
“Esci! Esci!
Cosa fai lì?
Su, da bravo!
Oh, Dio, è matto!”
“Lasciatemi stare!
Sono sulla nave spaziale.
Fuggo,
ed il mondo lo vedo lontano
e gli uomini piccoli piccoli…”
E son passati tre giorni..
Hanno forzato la porta,
hanno buttato giù gli armadi
ed il comodino.
Io li aspettavo, nascosto
sotto il letto:

“AH DIO!
SONO ARRIVATI
GLI UMANI!”

Federico Tavan

federicoDomani 6 luglio la nave spaziale di Federico Tavan ripartirà da Portogruaro! L’appuntamento è alle ore 21 alla Galleria Ai Molini. Lara Bortolusso presenterà la mostra Federico Tavan, nostra preziosa eresia, che unisce alle testimonianze audio e video sulla vita del poeta gli intensi ritratti di Danilo De Marco, fotografo noto per il suo impegno civile e per la capacità di indagare attraverso l’obiettivo lo spirito della cultura contemporanea nelle sue personalità più significative (ricordiamo fra gli altri Arrabal, Augé, Boltanski, Busi, Cappello, Derrida, Handke, Le Goff, Zanzotto). La mostra rimarrà aperta fino al 27 luglio con i seguenti orari: giovedì dalle 10.00 alle 12.00, venerdì dalle 16.00 alle 19.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.00 alle 19.00.

federico_2A seguire, dalle ore 21.30, nella suggestiva cornice della Piazzetta PescheriaAldo Colonnello Giuseppe Nava ci condurranno a bordo della nave di Federico, in compagnia degli amici artisti che ne hanno accompagnato il percorso. Interverranno Andrea CominaDanilo De Marco, Eliana Picca, Guido Carrara, Ida Vallerugo, Lorena RomanLussia di Uanis, Paolo Cantarutti, Rosanna Paroni BertojaStefano MorattoEmanuele Bertossi. I loro ricordi e le loro letture, assieme alle illustrazioni di Paolo Cossi, ci faranno incrociare le «stelle e galassie / e uccelli strani» a cui Federico Tavan ha dato vita nei suoi versi.

uccello_strano

•••

Post eventum: le foto di Massimo Mucci (clicca per ingrandire).

Federico Tavan, nostra preziosa eresia

La nâf spaziâl


In più, ecco il video della performance di Paolo Cossi: