Gorizia ON/OFF

Gorizia non è il titolo, non è l’argomento, è il testo stesso. ON/OFF – acceso/spento – luce/buio – solitudine/compagia – parole/silenzi – rettilineo/curva… poi un lungo respiro, un soffio d’aria continuo che insieme a Giovanni Fierro spira tra le strade della città, tra le case, tra i bar e le persone; dagli ospedali alle case di cura, fino a dentro le macchine.

Sono parole di Gianni Montieri, dalla prefazione della nuova raccolta poetica Gorizia ON/OFF di Giovanni Fierro (QUDU libri 2018). Sarà lo stesso Montieri a presentare il libro venerdì 13 luglio alle ore 21.00 presso la Chiesa di Santa Cristina a Gorgo di Fossalta di Portogruaro. Un viaggio nel testo che diventa luogo e anima, attraverso la voce nota e sempre nuova di Fierro, accompagnati dalle note dei sax di Graziano Codermaz.

9788899007300_0_0_0_75

A seguire, la seconda parte della proiezione di cortometraggi dalla sezione videoarte dell’Asolo Art Film Festival.

Notturni si fa in quattro…

…e tutto in una sera: martedì 10 luglio, a partire dalle ore 21.00.

Cominceremo con la performance teatrale Inniò, della compagnia Rotolacampo, per la regia di Max Bazzana. La voce sempre viva di Pierluigi Cappello messa in scena.

A seguire, alle 21.30, scopriremo Cappello attraverso l’occhio del cinema, con Parole povere, il film di Francesca Archibugi dedicato alla figura del poeta.

innio_1.cdr

Alle 22.30, invece, Andrea Gorgato presenterà Il fuoco dell’alba, raccolta poetica di Laura Gorgato con le immagini di Silvio Vicenzi. Tra alberi, circoli e labirinti.

E per concludere, dalle 23.00 alle 23.30, una proiezione di cortometraggi dalla sezione videoarte dell’Asolo Art Film Festival, ad accompagnarci sempre più nel cuore della notte, secondo un’antica tradizione del nostro festival.

Il tutto nella suggestiva cornice della Chiesa di Santa Cristina a Gorgo di Fossalta di Portogruaro. Un luogo dove il buio fiorisce spontaneamente in poesie ed immagini. Anche questo è inniò.

«Lettere dal mondo offeso» + Giancarlo Lombardi

lettereSabato 1° luglio alle ore 21.00, presso la Chiesa di Santa Cristina, la poesia è di nuovo protagonista per una serata particolare. Christian Tito parlerà delle sue «Lettere dal mondo offeso», uno scambio di email intrecciato con Luigi Di Ruscio prima della sua scomparsa e diventato ora un libro. Di Ruscio, poeta autodidatta che meritò le lodi di Fortini («Le sue poesie di miseria e fame, di avvilimento e di rivolta nascono da un’esperienza diretta e ne sono la trascrizione») e di Quasimodo («Di Ruscio è un uomo d’avanguardia nel senso positivo, cioè della fede nell’attualità e per la violenza del discorso»), mette sulla carta le emozioni e i dubbi del maestro che non si considera tale nei confronti dell’allievo, in un dialogo di intensa partecipazione umana. Il libro sarà presentato da Francesco Tomada.

A seguire, alle ore 21.30, performance musicale di Giancarlo Lombardi, cantautore goriziano influenzato dai classici della chanson francese, ma anche dalla tradizione italiana.

lombardi


Post eventum: le foto di Cristiano Pinzan e Roberto Ferrari.

Bonus: un video di Giancarlo Lombardi!

Al via Notturni di versi 2017! Anteprima: «Un viaggio chiamato amore»

L’Associazione Culturale Porto dei Benandanti sa bene che le notti, a giugno e luglio, si fanno più intense e luccicanti, ed è anche per questo che dal 2005 organizza Notturni di versi – piccolo festival della poesia e delle arti notturne. La notte è il buio, l’insondabile, il non ancora scoperto, che accompagna gli umani da sempre, suscitando timore ma, al contempo, sollecitando ricerca e conoscenza. Fin dall’antichità più remota, guardavamo il cielo notturno e scoprivamo costellazioni, stelle e riflessioni a queste collegate: tentativi di dare significato all’incertezza dell’esistere, immaginando, di volta in volta, verità, anche solo abbozzate, da stringere. La notte diviene così il momento privilegiato per la poesia che, con il suo racconto, traccia possibili significati nell’enorme lavagna del cielo buio.
Gli incantevoli spazi dedicati agli eventi di Notturni di versi 2017, giunto alla tredicesima edizione, saranno il Centro Storico di Portogruaro, il Museo Nazionale Archeologico Concordiese e la Piazzetta Pescheria che si affaccia direttamente sul fiume Lemene a Portogruaro, il Giardino di Palazzo Altan-Venanzio e i Vivai Bejaflor, la Chiesa di Santa Cristina di Gorgo a Fossalta di Portogruaro, Ca’ Borghesaleo e i Prati delle Pars di Teglio Veneto e il Plus + di Summaga di Portogruaro. Non dimentichiamo le notti a luglio! Performances teatrali e musicali, presentazione di libri, incontri con gli autori, esposizioni d’arte, slam poetry e tanta poesia recitata dai poeti!

testa_2017_d

CCCfP

«Come Costa Caro far Poesia!»? – Con queste parole, scritte da Dino Campana (autore dei Canti Orfici) e Sibilla Aleramo (autrice del romanzo Una donna) e da quest’ultima restituite al poeta di Marradi, prende vita la tredicesima edizione di notturni di versi, piccolo festival della poesia e delle arti notturne.
«Come Costa Caro far Poesia!»?: un’esclamazione, una domanda, sulla quale il festival notturni di versi vuole riflettere ponendola innanzitutto ai suoi ospiti, ma anche a tutti coloro che ci accompagneranno nel nostro percorso notturno attraverso la via stellata della parola poetica.
Cosa significa oggi fare, pubblicare, proporre poesia? Quanto “costa” non tanto (o non soltanto) in termini economici (si sa che chi fa poesia, o si occupa di cultura in genere, si ciba della stessa sostanza di cui sono fatti i sogni), ma dal punto di vista dell’impegno, delle scelte esistenziali, delle responsabilità nei confronti della parola. Ad aiutarci a rispondere a questa esclamazione/domanda poeti, artisti, critici, case editrici, musicisti dai percorsi diversi ma esemplari che hanno fatto della poesia e dell’arte in generale una ragione di vita. L’intento sarà, com’è nella tradizione del Porto dei benandanti, di affrontare il tema facendo di notturni uno spazio in cui possa avvenire l’incontro tra una molteplicità di esperienze, di prospettive e di proposte.

un_viaggio

«Un viaggio chiamato amore»
a cura di Max Bazzana

Un continuo rimando di tenerezze, tradimenti, impressioni amorose, sensazioni, ricongiungimenti, colpi e minacce, miseria, malattia: è la relazione d’amore burrascosa tra Sibilla Aleramo e Dino Campana. Il loro rapporto è testimoniato per sempre in un epistolario, dove ogni pagina è un viaggio inebriante e privo di fermate, iniziato nell’estate cocentissima del 1916 fra la bellezza dei grandi boschi tra Faenza e Marradi, fino a quando i due vengono trascinati in paesi sperduti dell’Appennino, dove il freddo li accoglie con il suo manto gelato. Il loro viaggio d’amore, ma anche di complicità culturale, prosegue anche nel 1917, l’anno più terribile della Grande Guerra. Quell’anno fu segnato dal disperato e incessante tentativo di trovarsi e abbandonarsi costruito soltanto con le lettere che i due si scambiano tra la Toscana e il Piemonte. Il viaggio si conclude bruscamente nel gennaio 1918 dinnanzi al cancello del manicomio di San Salvi, dove Dino Campana verrà ricoverato a causa dei suoi problemi psichici.

Rotolacampo è un gruppo estemporaneo di attori che si sposta nei sentieri teatrali con la leggerezza dei soffioni trasportati dal vento; questa volta presenteranno una piccolissima performance che darà voce agli scritti tra Dino Campana e Sibilla Aleramo durante il loro intenso e breve rapporto amoroso a cavallo della Grande Guerra. Una relazione ricca di contrasti e contraddizioni, specchio degli animi tormenta e alla perenne ricerca come forse tutta la nazione in quegli anni difficili e drammatici.

Al Punto Arte Benandante, sabato 24 giugno 2017 alle ore 18.30!


Post eventum: le foto di Sandro Pellarin e Roberto Ferrari.

Doppio appuntamento: “Cuorematto!” e “Avremo cura”

ready-to-love

Doppio appuntamento giovedì 23 giugno presso la Chiesa di Santa Cristina a Gorgo di Fossalta di Portogruaro! Si comincia alle ore 21.00 con Cuorematto!, la performance teatrale dell’Associazione ONLUS Teatro Viaggiante per la regia di Erio Gobetto. La pièce affronta le stereotipie sociali esplorando il pregiudizio culturale, ideologico e artistico, sia esso d’élite o popolare, attraverso l’educazione, l’arte, la bellezza.

A seguire, alle ore 21.30, presenteremo Avremo cura, la raccolta poetica più recente di Gianni Montieri, edita nel 2014 per i tipi di Zona. Scrive di quest’opera Vincenzo Frungillo:

Avremo cura è la promessa che si scambiano due amanti dopo aver attraversato una terra desolata votata alla morte: dicono che un posto valga l’altro / e invece no, è questo solo questo / il tempo nostro, riflesso addosso. Così recitano alcuni dei versi più belli di questa cronistoria amorosa. Gianni Montieri ha la capacità rara di raccontare in versi gli incontri, i gesti condivisi, ponendo il lettore nello stato di grazia di un presente assoluto. Ma anche in questa nuova raccolta il sud getta la sua ombra, ci ricorda che l’attenzione è il solo rimedio al male».

Presentazione a cura di Guido Cupani.

montieri_foto(c)anna_toscano

Gianni Montieri. © Anna Toscano

Da Avremo cura:

Volevo scrivere una poesia innovativa
che fosse poco comprensibile, strana
per dire pioggia avrei messo un ratto
in un tubo e il tubo in un territorio
alieno, o in una marmitta sfondata
di uno sfasciacarrozze camorrista
e abusivo di Melito. Sulla pioggia
avrei detto nulla in venti versi
asincronici, asimmetrici, asintomatici
per dire anima di un amico malato
non avrei menzionato ospedale
ma fabbriche abbandonate e nomi
come Gallarate, o automi d’acciaio
fusi nell’inceneritore di Figino.

Per chiusa una cabina telefonica
Sip, due gettoni uno che chiama
chissà dove e uno che non risponde.

avremo-cura-copertina-solo-prima